Medical communication and advocacy through eye-tracking AAC: Implications for applied linguistics
DOI:
https://doi.org/10.21283/2376905X.15.1.266Parole chiave:
SINDROME DI RETT, EYE TRACKING, COMUNICAZIONE AUMENTATIVA E ALTERNATIVA CAA, DISABILITÀ, COMUNICAZIONE MEDICAAbstract
Storicamente le persone con la sindrome di Rett, un raro disturbo del neurosviluppo, sono state considerate "angeli silenziosi", "non
verbali" e "senza parole"; questo ha comportato che non venissero consultati per le loro cure mediche. Di recente, però, i dispositivi
di comunicazione aumentativa e alternativa (CAA) con tecnologia eye-tracking hanno facilitato la comunicazione di queste persone.
Nessuna ricerca ha però indagato come tale comunicazione avvenga in contesti medici. Utilizzando una prospettiva di linguistica
applicata che analizza l’uso del linguaggio, presentiamo un caso che illustra come Kalika, una bambina con la sindrome di Rett, offra
informazioni mediche. Il linguaggio di Kalika, mediato da dispositivi, suggerisce, tanto agli studiosi di linguistica applicata quanto
docenti ed educatori in ambito linguistico, molteplici implicazioni per ampliare le nozioni di parlato e la considerazione della CAA,
approfondire l'uso del linguaggio mediato da dispositivi, estendere le considerazioni multimodali, dettagliare le nozioni di competenza comunicativa, presumere la competenza, e sostenere in modo deliberato i principi di giustizia linguistica nel nostro campo.
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